giovedì 15 giugno 2017

Spv, la denuncia del Covepa: lo spettro del conflitto di interesse su un dirigente regionale

Speranze sulla trasparenza degli atti e dubbi su possibili conflitti di interesse sulla macchina che a palazzo Balbi si occupa della Pedemontana Veneta sono lo strascico dell’ultima trasferta che proprio ieri a Venezia presso gli uffici della Regione Veneto ha visto protagonista una pattuglia che schierava esponenti di alcune associazioni ecologiste e di alcuni gruppi di espropriati: tutti quanti nell’occasione sono stati ricevuti da un pool di dirigenti regionali i quali hanno preso nota delle richieste di accesso agli atti formalizzate dai comitati.

Massimo Follesa, portavoce del Covepa, il coordinamento che si batte da anni contro la Spv e in particolar modo contro questo tracciato si dice «abbastanza fiducioso per quanto concerne la possibilità di visionare in tempi brevi le carte, a partire dal testo firmato davanti al notaio relativamente all’ultimo accordo tra il Concessionario Sis e la Regione». Tuttavia lo stesso Follesa, come riferito in una videointervista raccolta da Taepile.net, pone alcuni seri dubbi. «Andando a guardare da vicino il file impiegato per la presentazione della nuova operazione sulla Pedemontana, quella in cui il governatore leghista Luca Zaia il 7 marzo in cosniglio Regionale spiegava che l’opera sarebbe stata salvata da una addizionale irpef, siamo rimasti sconcertati». Il motivo? «Il motivo - spiega ancora l’attivista - è che quel file in cui sono schematizzate tutte le ragioni per cui Zaia decide di rimodulare l’accordo coi privati sembrerebbe essere di proprietà di Area enginering, ovvero la società che per conto della Regione ha redatto gli studi sui flussi del traffico adducendo che le nuove stime sul gettito da pedaggio sono tali da garantire la fattibilità dell’opera. Ferme restando le durissime critiche a queste previsioni e all’intero progetto - attacca ancora il portavoce - non si capisce che cosa c’entri Area engineering con il resto delle motivazioni politiche, sociali, economiche, giuridiche e amministrative illustrate da Zaia grazie a quel file che abbiamo scaricato dalla pagina pubblica del condirettore della Nuova Venezia Paolo Cagnan. Il quale peraltro conferma che quella presentazione elettronica gli è stata fornita proprio dalla Regione».

Poi c’è un’altra bordata: «Sempre spulciando tra le proprietà elettroniche di quel file abbiamo notato che il suo autore è tale ingegnere Anna Fasiol. Ora dal momento che l’ingegner Giuseppe Fasiol è uno dei massimi dirigenti della Regione con funzioni di controllo e coordinamento sul progetto Spv, ovvero è il responsabile unico del procedimento, vorremmo capire se tale Anna Fasiol abbia con lui affinità o parentele di qualche tipo e quali relazioni vi siano eventualmente tra Anna Fasiol e Area engineering. Se dovessero emergere connessioni di rilievo sarebbe una cosa gravissima: un conflitto di interessi che potrebbe inficiare addirittura la validità degli ultimi atti regionali sulla stessa Pedemontana. Per questo motivo - conclude l’architetto Follesa - alcuni giorni fa abbiamo segnalato formalmente la cosa alla autorità giudiziaria per i chiarimenti del caso. Il cielo non voglia che ci sia in conflitto di interesse privato sulla dirigenza regionale».

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